Paolo Soro

La Svizzera spinge all’autodenuncia

La scadenza del 30 settembre 2018 per il CRS diventa fondamentale per eventuali azioni di voluntary disclosure locale.

I contribuenti svizzeri che possiedono attività finanziarie all’estero non dichiarate farebbero bene ad autodenunciarsi.

Tra un anno potrebbe essere troppo tardi, come si evince da una recente nota informativa dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (Afc).

La spontaneità, requisito essenziale della c.d. «autodenuncia esente da pena», corrispettivo della nostrana voluntary disclosure, è infatti destinata a venir meno, in virtù dell’operatività a partire dal 30 settembre 2018, dello scambio automatico di informazioni.

Pertanto, sebbene la procedura non preveda una finestra temporale entro cui aderirvi, la stessa sarebbe attivabile, secondo l’Afc, sino al 29 settembre 2018 in presenza di attività finanziarie estere.

Successivamente, non si può più ritenere che le autorità non siano a conoscenza dei redditi e dei patrimoni evasi.

Si tratta di uno dei primi esempi di risvolto concreto della procedura di scambio automatico delle informazioni sull’attività di controllo degli Stati coinvolti, che ci fornisce anche la misura di come il mondo stia cambiando.

In Italia, non sono ancora chiare per molti professionisti le ricadute sull’attività di controllo che lo scambio automatico provocherà ma mette in conto evidenziare che, da qualche anno, l’Amministrazione finanziaria, anche quando possiede evidenza di redditi non dichiarati dai contribuenti, tende a privilegiare il dialogo preventivo, spingendo i contribuenti, con le c.d. lettere di compliance, ad accedere all’istituto del ravvedimento operoso per la correzione spontanea di eventuali inesattezze con minore impatto sanzionatorio.

Si può quindi presumere che anche a seguito dell’operatività dello scambio, l’ente impositore si muova in questo senso ma non è escluso che proceda direttamente con gli avvisi di accertamento, con l’intento di punire quei soggetti che non hanno voluto approfittare delle possibilità di regolarizzazione.

Fonte: Italia Oggi

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