Paolo Soro

Società, Fisco Usa duro solo in teoria

Un report internazionale sulla corporate tax dei principali Paesi.

L'imposta sulle società a livello mondiale oscilla tra il 35% degli Stati Uniti e lo 0% dei paradisi fiscali (Jersey, Emirati Arabi, Vanuatu e Nauru).

Nella fascia medio-alta, secondo l'aggiornamento di Deloitte del 2017, sono presenti le giurisdizioni con un'imposta che oscilla tra il 35 e il 30%. Queste sono: gli Stati Uniti, l'Argentina, il Brasile, l'Austria, il Messico, il Sud Africa, la Francia e l'India.

Ma non tutto è come sembra.

Nei giorni scorsi, infatti, il Congresso americano ha reso nota la ricerca «International comparisons of corporate income tax rate» (comparazione internazionale del tasso d'imposta sul reddito delle società) dove viene sottolineato come, è vero che gli Usa sono il paese con la corporate tax più alta ma la tassa che effettivamente viene pagata è inferiore al 18.6% per merito delle deduzioni previste dal codice tributario.

Nella fascia media troviamo l'Italia, il Giappone, la Turchia e la Russia, dove l'imposta oscilla tra il 24 e il 20%.

Per quanto riguarda l'Italia, il report aggiornato di Deloitte sottolinea come la corporate tax dal 1° gennaio 2017 sia stata abbassata dal 27.5% all'attuale 24%.

A questo va aggiunto il 3.9% di Irap e la diversa imposizione per le «non-operating company», che sono sottoposte ad una tassazione del 34.5%.

Nella fascia medio-bassa sono collocate le giurisdizioni del Regno Unito, Lussemburgo, Germania e Canada con una corporate tax che oscilla dal 19 al 15%.

Nella fascia bassa sono presenti quattro paesi europei: Liechtenstein e Irlanda con il 13% e Svizzera e Montenegro con il 9%.

A completare l'elenco dei paesi troviamo i paradisi fiscali con un 0% di aliquota.

Tra questi fanno eccezione (in parte) gli Emirati Arabi e il Jersey.

Negli Emirati Arabi, infatti, viene imposta un'aliquota che oscilla tra il 50 e il 55% per tutte le società di olio e gas.

Mentre il Jersey applica una corporate tax del 10% per le società finanziarie e il 20% per le aziende classificate come «Utility company».

Fonte: Italia Oggi

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