Paolo Soro

L’Ocse discute con i giganti del web

Il nodo del problema resta l’individuazione della stabile organizzazione.

L’Ocse discute di fiscalità con i giganti del web.

Si terrà oggi, primo novembre, il summit tra l’Ocse e i rappresentanti delle principali multinazionali tecnologiche mondiali.

Lo scopo dell’incontro è di avviare un dibattito sul metodo di tassazione delle aziende internet.

L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, sulla spinta dei principali paesi europei, è intenzionata a redigere un nuovo sistema di regole affinché si interrompa il circolo vizioso dell’evasione fiscale da parte dei giganti tecnologici.

Le propose elaborate saranno presentate ai leader mondiali nei primi di aprile, affermano le indiscrezioni del Times.

La priorità europea è quella di trovare una soluzione condivisa all’interno dell’Unione.

La proposta di riforma presentata da Emmanuel Macron, primo ministro francese, è ampiamente sostenuta dall’Italia e dalla Germania.

Paesi come l’Irlanda e il Lussemburgo, invece, sono notoriamente a favore di regimi privilegiati per le grandi aziende.

Tuttavia, come affermato dal ministro francese dell’economia digitale, Mounir Mahjoubi:

«L’impegno portato avanti dal governo francese per imporre una nuova imposta sui gruppi internet ha tutt’altro che uno scopo antitecnologico», secondo il ministro, infatti, «l’obbiettivo di garantire una tassazione uniforme ha lo scopo di rimuovere vantaggi fiscali che creano effetti distorsivi sulla concorrenza».

L’incontro dell’Ocse, che si terrà presso l’università della California a Berkley, avrò lo scopo di discutere i principi tradizionali della fiscalità internazionale.

La necessità è di riformare quei principi che determinano la tassabilità di una società; infatti, attraverso i principi attualmente in vigore, la tassazione del reddito può avvenire attraverso una stabile organizzazione.

Le società come Google o Amazon, infatti, risultano di non disporre di una stabile organizzazione all’interno di paesi dove generano affari per milioni di euro.

Fonte: Italia Oggi

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