Paolo Soro

Ue: Riforma IVA

Presentato nei giorni scorsi a Bruxelles un piano articolato per ridurre l’incidenza del fenomeno che pesa sul bilancio.

La Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi a Bruxelles una importante proposta di riforma del regime di tassazione del valore aggiunto (Iva) nell’Unione per rendere più efficace il sistema ed eliminare i fenomeni di elusione e le frodi fiscali per triangolazione che oggi producono delle perdite, nelle casse dei Paesi membri, fino a 50 mld di euro annui. L’obiettivo è la riduzione di circa l’80% di queste frodi, oltre al miglioramento e alla modernizzazione di un sistema che risale al 1993 e che all’epoca era stato già adottato in maniera transitoria.

Se la proposta della Commissione dovesse essere accolta dal Consiglio, l’attuale sistema Iva sarà modificato tassando le vendite dei beni fra i vari Paesi dell’Unione europea allo stesso modo in cui sarebbero tassati se fossero venduti all’interno delle frontiere nazionali. Sarà poi direttamente lo Stato che trasferirà l’entrata al Paese di destinazione del bene. L’Iva verrà quindi prelevata anche nelle transazioni transfrontaliere (che oggi risultano esonerate dal pagamento della tassa) e verrà versata nel Paese di destinazione dell’acquirente finale, secondo l’aliquota in vigore in quel Paese.

Attualmente, infatti, nelle relazioni commerciali tra i Paesi Ue la transazione prevede l’esonero dall’Iva nel Paese di origine del bene o del servizio, Iva che dovrebbe essere poi versata nel Paese di destinazione. Ed è in questo momento che  si realizzano le cosiddette “frodi carosello”, in quanto alcune società percepiscono l’Iva e poi spariscono, senza versare il dovuto alle autorità fiscali.

Con l’abolizione dell’esenzione attualmente in vigore, invece, queste società non potranno più attuare questo meccanismo di raccolta e appropriazione indebita dell’Iva.

“Venticinque anni dopo la creazione del mercato interno, società e consumatori ancora affrontano 28 differenti regimi Iva quando operano tra Stati. Criminali e terroristi hanno sfruttato questi punti deboli per troppo tempo, organizzando frodi da 50 miliardi di euro all’anno” ha dichiarato il commissario alla fiscalità Pierre Moscovici. “Questo sistema anacronistico basato sui confini nazionali deve finire: gli Stati devono considerare le transazioni transnazionali come operazioni domestiche”.

Oltre all’abolizione dell’esenzione, sarà previsto anche uno sportello unico online per le imprese che fanno vendite transfrontaliere: in questo modo le aziende potranno depositare le proprie dichiarazioni ed effettuare i pagamenti nella propria lingua secondo le stesse regole e i modelli amministrativi del proprio Paese, qualunque sia il Paese membro dell’acquirente.

Le regole di fatturazione saranno, inoltre, semplificate per far sì che i venditori, nel momento in cui realizzano operazioni transfrontaliere, possano elaborarle conformemente alle regole del proprio Paese. Non sarà più necessario, quindi, per le imprese preparare una lista delle operazioni cross-border per le loro autorità fiscali.

Secondo le ultime stime, ogni anno oltre 150 miliardi di euro di Iva vengono persi. In particolare, circa 50 miliardi (100 euro per ogni cittadino) sono da addebitare alle frodi Iva transfrontaliere, rese semplicissime a causa di un sistema obsoleto e facilmente raggirabile, che alimentano un enorme giro d’affari illegale facente capo a organizzazioni criminali, comprese quelle terroristiche. I registri contabili che sono stati trovati nella casa di Bin Laden, ad esempio, tenevano traccia di molte truffe sull’Iva effettuate in Europa allo scopo di finanziare Al Qaeda.

La creazione di un mercato unico farà in modo che le imprese possano godere di maggiori benefici, anche in termini di concorrenza. Si stima, ad esempio, che le imprese che effettuano operazioni transfrontaliere debbano sostenere costi più elevati dell’11% rispetto a quelle che invece operano esclusivamente a livello nazionale.

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, la Commissione ha indicato la fine del suo mandato (2019) per portare a compimento la proposta con l’approvazione da parte del Consiglio Ue, in modo che il mercato unico dell’Iva possa entrare in vigore nel 2022.

Fonte: Fisco-Oggi

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