Paolo Soro

Ocse: i rapporti sulle dispute fiscali

Al centro dell’intervento è l’implementazione degli standard Beps in tema di risoluzione delle controversie.

Alla vigilia dell’undicesimo incontro in plenaria del Forum on Tax Administration di Oslo, l’Ocse pubblica sul proprio sito web i risultati della prima fase di analisi, condotta in sei Paesi, per fare il punto sugli sforzi concreti messi in atto per migliorare i meccanicismi di risoluzione delle controversie fiscali.

I primi sei rapporti diffusi dall’Organizzazione di Parigi, che riguardano il Belgio, il Canada, i Paesi Bassi, la Svizzera, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, rappresentano un primo processo di valutazione su come i Paesi stanno implementando i nuovi standard previsti dall’Oecd/G20 Beps Project. Si tratta, in sintesi, di 15 azioni che mirano a riformare il quadro fiscale internazionale attraverso strategie volte ad assicurare che i profitti siano tassati nel luogo in cui effettivamente si svolgono le attività economiche e dove il valore viene realmente creato.

Il miglioramento in termini di tempestività, efficacia ed efficienza dei meccanismi che regolano le procedure amichevoli per la risoluzione delle controversie fiscali internazionali (MAP)costituisce uno dei cardini del Beps project e rappresenta l’azione numero 14 del programma, che è articolato in 15 azioni. Le misure previste dall’azione 14, corredate anche da una serie di best practices, hanno l’obiettivo di minimizzare i rischi di incertezza e di involontaria doppia tassazione, attraverso una regolare e corretta implementazione dei trattati fiscali, incluso l’efficace e tempestiva risoluzione delle controversie riguardanti la loro interpretazione e applicazione, proprio attraverso le procedure amichevoli. I Paesi aderenti al progetto hanno acconsentito a realizzare importanti cambiamenti nel loro approccio alla risoluzione delle controversie e all’avvio di un processo di monitoraggio e di peer review sull’effettiva implementazione degli standard definiti nell’azione 14.

I primi sei rapporti, realizzati nell’ambito della peer review, riguardano l’implementazione degli standard da parte di Belgio, Canada, Paesi Bassi, Svizzera, Gran Bretagna e Stati Uniti e contengono oltre 110 raccomandazioni.  A questa prima fase della peer review ne seguirà una seconda finalizzata a monitorare come le giurisdizioni coinvolte si sono impegnate a risolvere le lacune e le problematiche individuate durante la fase 1. Le sei giurisdizioni sottoposte al monitoraggio hanno realizzato positive performance su diversi aspetti correlati alle MAP. Ad esempio, tutti i Paesi hanno implementato programmi per la realizzazione degli Advance Pricing Arrangements (APA), gli accordi bilaterali tesi a garantire una maggiore certezza, a ridurre le doppie imposizioni e a prevenire le controversie in materia di transfer pricing, e tutti gli accordi Map siglati fin ora sono stati resi operativi nei tempi previsti. Mentre i principali ambiti dove sono necessari dei miglioramenti riguardano, ad esempio, la risoluzione delle controversie oggetto delle procedure amichevoli, in particolare, quelle in materia di transfer pricing, entro una media di 24 mesi. Inoltre, le sei giurisdizioni hanno ricevuto diverse raccomandazioni al fine di allineare le previsioni in tema di Map, contenute nei trattati fiscali, agli standard stabiliti dall’azione 14 del Beps project.

L’Italia fa parte del prossimo gruppo di sette Paesi, insieme ad Austria, Francia, Germania, Lichtenstein, Lussemburgo e Svezia, per i quali l’Ocse renderà note nei prossimi mesi le osservazioni e le raccomandazioni frutto della prima fase della peer review relativa alla realizzazione concreta dell’azione 14, che mira a rendere i meccanismi di risoluzione delle controversie più efficaci.

Fonte: Fisco-Oggi

comments powered by Disqus
oecd
top