Paolo Soro

Lista paradisi fiscali UE

Il dibattito in Commissione PANA.

È guerra tra parlamento Ue e Commissione Pana sulla creazione di una lista Ue di paradisi fiscali.

Questo uno dei punti emersi durante il dibattito svoltosi in Commissione Pana che aveva come oggetto l’analisi delle raccomandazioni prodotte in base ai risultati avuti in un anno di lavoro dalla Commissione.

Da diversi partiti politici è arrivata, dunque, la proposta di voler creare una lista dei paradisi fiscali Ue, come soluzione alle «distorsioni» economiche che si sono create in passato.

Werner Langen, presidente della Commissione Pana, ha infatti ribadito come su questo punto ci sarà un forte scontro soprattutto con Jean Claude Juncker, che aveva sottolineato in un passato intervento come non ci fossero paradisi fiscali in Ue.

Oltre a questo tra le proposte avanzate si è parlato anche del ruolo che gli intermediari hanno nell’evasione/elusione fiscale.

Gli stati membri, secondo i relatori, non hanno fatto abbastanza per regolamentare questa categoria.

Nessuno per esempio ha deciso di sanzionare gli istituti finanziari colpevoli di reati fiscali.

Per armonizzare la futura normativa sugli intermediari si dovrebbe, dunque, usare un linguaggio comune.

Nella pratica: sostituire la parola «intermediari» con «promotori e agevolatori», inoltre si potrebbe prendere in considerazione, come sanzione, il ritiro della licenza bancaria per tutti quegli istituti che sono ritenuti colpevoli.

Altro tassello toccato riguarda le FIU (Financial Intelligence Units) dei singoli Stati.

Lo scambio di informazioni non è stato abbastanza efficace ed è stata riscontrata una non piena collaborazione da parte di tutti gli stati UE.

Per ovviare a questo problema viene proposta la creazione di una sorta di intelligence fiscale Ue che «garantisce uno scambio di informazioni effettivo e coordinato».

Altro rimprovero fatto agli stati membri è come questi non abbiano preso seriamente la III direttiva antiriciclaggio e come la Commissione non sia intervenuta adeguatamente contro queste infrazioni.

Uno dei motivi, secondo i relatori delle proposte, per cui si sono verificati i Panama papers, è stato proprio a causa della mancanza di assunzione di responsabilità da parte degli stati e dalla Commissione.

Fonte: Italia Oggi

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