Paolo Soro

Ue, Direttiva Antielusione

L’organo decisionale europeo ha dato il via libera formale preventivo all’adozione della versione definitiva.

Il via libera del Consiglio non era affatto scontato, anche per l’opposizione di diversi Paesi membri che, fino all’ultimo, hanno optato per un rinvio della decisione. Largamente positivo il commento della Commissione europea che fin dall’inizio s’era espressa con favore per l'adozione di nuove norme finalizzate ad arrestare il fenomeno dell'evasione fiscale internazionale.

Stop ai disallineamenti normativi – In particolare, le regole concordate impediranno alle aziende di evitare con escamotage ad hoc il pagamento corretto delle imposte dovute sfruttando i disallineamenti ricorrenti tra i  sistemi fiscali degli Stati membri e quelli dei Paesi extracomunitari (meccanismo definito come "ibridi irregolari"). Dunque, l'accordo raggiunto in questi giorni completa la direttiva Anti-Tax Avoidance (ATAD) che assicura l’applicazione di misure anti-abuso stringenti e vincolanti su tutto lo spazio del mercato unico.

"La nostra campagna per una tassazione più equa in Europa continua a raccogliere risultati. L'accordo di oggi è un'ulteriore prova di ciò che l'Unione europea può raggiungere quando si lavora insieme contro le sfide comuni: un'altra vittoria per una giusta tassazione e un altro colpo contro le aziende che cercano di sfuggire la loro quota equa d’imposte", ha dichiarato Pierre Moscovici, Commissario per gli affari economici e finanziari, fiscalità e dogana.

Le novità dell’intesa - L'accordo di oggi garantirà che le aziende, in particolari le grandi multinazionali e i colossi del web, non potranno più evitare la tassazione abusando degli squilibri vigenti tra i trattamenti fiscali riservati da alcuni Paesi a determinati redditi o entità, e questo anche nel caso in cui le eventuali incongruenze fiscali e normative coinvolgano Paesi terzi.

C’è tempo fino a gennaio 2020 per adottare i cambiamenti varati dall’ultimo Consiglio europeo - Le nuove norme, approvate dai ministri dell'Unione europea nel mese di febbraio e successivamente dal Parlamento europeo, entreranno in vigore il primo gennaio 2020, con un periodo di introduzione più breve del 2022 per una disposizione (articolo 9 bis).

L’iter delle norme anti-elusione - In pratica, le nuove misure seguono le linee guida e le solide garanzie anti-evasione avviate dalla Commissione Juncker e concordate a livello comunitario. Oltre all'ambiziosa direttiva Anti-Tax Avoidance, concordata nel 2016, è stata adottata una serie di nuove regole di trasparenza fiscale per garantire una fiscalità più equa e più aperta in tutta Europa.

A partire dal gennaio 2017, infatti, gli Stati membri sono stati obbligati a scambiarsi automaticamente informazioni sui conti finanziari, passo questo importante contro l'evasione fiscale offshore. A partire da luglio di quest'anno, analoghe regole di trasparenza si applicheranno alle decisioni fiscali, mentre le multinazionali dovranno fornire rapporti paese per paese alle autorità fiscali entro la fine dell'anno. Ad ogni modo, è corretto ricordare come il Consiglio e il Parlamento europeo stiano attualmente negoziando ulteriori e importanti proposte per prevenire tali abusi in campo fiscale, inclusi i rapporti pubblici per paese, maggiori disposizioni contro il riciclaggio di denaro e norme più severe per il buon governo in riferimento alla gestione dei fondi dell'UE. Sono state inoltre proposte alcune altre importanti riforme fiscali sulle imprese, in particolare il rilancio della base imponibile consolidata comune (CCCTB) nell'ottobre 2016. Gli Stati membri stanno lavorando anche su un elenco comune delle giurisdizioni non cooperative per affrontare Paesi terzi che rifiutano di aderire ai principi di buona governance del sistema fiscale. L'elenco dovrebbe essere pronto entro la fine dell'anno, anche se, al riguardo, le divisioni sono molteplici tra i paesi membri.

Uno sguardo al futuro - Nelle prossime settimane, la Commissione introdurrà una nuova iniziativa di trasparenza, con una proposta questa volta mirata agli gli intermediari e disegnata per indurli a segnalare schemi di pianificazione fiscale transfrontaliera ritenuti “aggressivi” o non corretti.

Fonte: Fisco-Oggi

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