Paolo Soro

Agenzie fiscali autonome

Riforma in arrivo per le agenzie fiscali.

Un’autonomia ad hoc per le agenzie fiscali in quanto enti pubblici strumentali del ministero dell’economia.

Con un obiettivo specifico che diventa parte del Dna della macchina fiscale: incremento del livello di adempimento spontaneo degli obblighi tributari con aumento del livello di efficaci dell’azione di prevenzione e contrasto dell’evasione fiscale.

Un direttore dell’Agenzia che reggerà il fisco italiano per cinque anni e non più tre anni e una particolare autonomia nella gestione del personale con l’indizione di concorsi per la dirigenza.

L’identità dell’Agenzia delle entrate resta poi quella fissata nell’articolo 61 del d.lgs. 300/99: personalità giuridica di diritto pubblico ma, come detto con una particolare autonomia statutaria, di bilancio e regolamentare.

Infine massima trasparenza per l’attività svolta e i risultati conseguiti.

Sono questi i cardini della riforma delle agenzie fiscale, Agenzia delle entrate e Agenzia delle dogane nell’ultima stesura del disegno di legge che sarà presentato in questi giorni al tavolo del riordino delle Agenzia tra ministero dell’economia e sigle sindacali.

In particolare è inserito, nell’ordinamento delle agenzie, come criterio principale, l’organizzazione dei servizi di assistenza, consulenza e controllo per facilitare gli adempimenti tributati.

Inoltre si legge nel documento, «le agenzie, nell’ambito dello svolgimento delle funzioni loro assegnate, perseguono, inoltre, la riduzione dell’invasività dei controlli e dei connessi adempimenti secondo il principio del controllo amministrativo unico, sviluppando ulteriormente tecniche di analisi dei rischi».

La prima novità riguarda la durata dell’incarico del direttore delle Agenzie fiscali, non più tre anni ma cinque.

“La gestione del personale è in condizioni particolarmente critiche.

Hanno pesato, evidenzia il documento, numerosi interventi legislativi nonché la sentenza sull’illegittimità dei dirigenti incaricati.

Per dare l’autonomia necessaria l’Agenzia potrà individuare apposite posizioni organizzative di livello non dirigenziale fissandone le relative regole di accesso, determinerà le regole per l’accesso alla dirigenza e stabilirà i criteri per la mobilità dei dirigenti e dei titolari di posizioni organizzative non dirigenziali.

Un concorso per titoli ed esami regolamenterà l’accesso alla qualifica dirigenziale, con la possibilità per l’Agenzia di fissare concorsi riservati al personale in servizio presso la stessa agenzia che bandisce la procedura.

Inoltre sarà possibile individuare le posizioni organizzative di livello non dirigenziale da conferire a funzionari con almeno 5 anni di esperienza.

Gli incarichi saranno soggetti a valutazione annuale.

Fonte: Italia Oggi

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