Paolo Soro

Ruling UE e CRS

Lo scambio automatico di informazioni sui ruling preventivi transfrontalieri entra nel vivo.

Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato il testo del decreto legislativo di attuazione della direttiva Ue/2015/2376 che era stata emanata all'indomani dello scandalo “Luxleaks”.

Il decreto prevede lo scambio automatico con le altre amministrazioni fiscali comunitarie interessate dei seguenti tax ruling:

a) accordi preventivi per le imprese con attività internazionale;

b) accordi preventivi conclusi nell'ambito del regime speciale del Patent box inerenti l'utilizzo di software coperto da copyright, brevetti industriali, marchi, disegni e modelli, nonché processi, formule e informazioni relative a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico, se aventi ad oggetto una operazione transfrontaliera;

c) pareri resi su istanze di interpello ordinario, se aventi ad oggetto l'interpretazione o l'applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di una operazione transfrontaliera;

d) pareri resi su istanze di interpello nell'ambito del regime di adempimento collaborativo con riflesso internazionale;

e) pareri resi su interpelli sui nuovi investimenti con riflesso internazionale;

f) accordi relativi alla fissazione dei metodi di calcolo del valore normale dei prezzi di trasferimento;

g) accordi relativi all'attribuzione di utili o di perdite alla stabile organizzazione.

Tale forma di scambio favorisce la trasparenza e il contrasto all'erosione della base imponibile.

La direttiva Ue/2015/2376 si inserisce nel contesto degli interventi comunitari di contrasto all'elusione fiscale internazionale.

Accordi preventivi sottoscritti con l'amministrazione fiscale di uno stato membro possono infatti accentuare lo sfruttamento delle asimmetrie presenti negli ordinamenti tributari dei diversi Stati comunitari, al fine di sottrarre reddito imponibile ai paesi ad alta fiscalità e favorire la pianificazione fiscale aggressiva.

Secondo la definizione della Commissione europea, è aggressiva un'operazione di pianificazione fiscale che è finalizzata a perseguire la doppia non imposizione economica di un determinato reddito sia nel paese della fonte che nel paese di residenza del percettore, o una doppia detrazione (la stessa perdita è detratta sia nello Stato della fonte del reddito che nello Stato di residenza del percettore) ed in tutti i casi in cui gli affari vengono organizzati in modo da determinare una erosione della base imponibile negli Stati dove le operazioni commerciali vengono effettuate a vantaggio di Stati a bassa fiscalità.

L'amministrazione fiscale dello stato comunitario che riceve la copia di un accordo preventivo transfrontaliero potrà, in tal modo, verificare se si è in presenza di uno schema di pianificazione fiscale aggressiva e porre in essere tutti i correttivi del caso.

Lo scambio di informazioni automatico all'interno dell'Unione europea sugli accordi fiscali preventivi transfrontalieri è stato lo strumento individuato dalla Commissione Europea, presieduta da Jean-Claude Juncker, primo ministro del Lussemburgo dal 1995 al 2013, per contrastare le operazioni di pianificazione fiscale aggressiva realizzate dalle multinazionali.

Nel 2014 un'inchiesta giornalistica aveva svelato gli accordi che, tramite lo studio di consulenza tributaria associato alla società di revisione Price Waterhouse Coopers, le multinazionali americane ed i grandi gruppi europei, anche bancari, avevano sottoscritto proprio con l'amministrazione fiscale del Granducato del Lussemburgo per ridurre il tax rate effettivo dei veicoli societari ivi localizzati in alcuni casi fino ad arrivare al 2%.

Le tecniche utilizzate per ridurre la base imponibile si basavano sulla deduzione di componenti di costo figurative o sulla creazione di strutture finanziarie complesse che prevedevano l'utilizzo di strumenti ibridi di patrimonializzazione, al fine di sfruttare le asimmetrie presenti all'interno delle legislazioni fiscali dell'Unione europea.

Fonte: Italia Oggi

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