Paolo Soro

Whistleblowing anche per i professionisti

Obbligo di segnalare, in forma anonima, violazioni potenziali o effettive in materia di riciclaggio e finanziamento al terrorismo, secondo lo schema di un nuovo decreto legislativo.

Avvocati, notai, commercialisti, banche, Sim, Sgr, Poste italiane, imprese assicurative, intermediari e consulenti finanziari dovranno dotarsi di procedure per la segnalazione delle violazioni, potenziali o effettive, delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo.

Lo prevede l'articolo 48 dello schema di decreto legislativo recante attuazione della quarta direttiva antiriciclaggio approvato in prima lettura dal consiglio dei ministri il 23 febbraio scorso.

Con l'emanazione del citato decreto, ora all'esame delle commissioni riunite giustizia e finanze della camera, tutti i soggetti destinatari della normativa antiriciclaggio (tra i quali l'ampia platea dei professionisti) saranno obbligati a dotarsi di una specifica procedura di whistleblowing.

Il whistleblowing consente al personale di un'organizzazione, sia essa pubblica o privata, di segnalare condotte illecite di cui si è venuti a conoscenza nell'ambito della propria attività lavorativa, utilizzando specifici canali comunicativi.

Il canale, stando alle previsioni contenute nel citato nuovo articolo 48, deve garantire l'anonimato, la sicurezza e l'indipendenza, mettendo il soggetto segnalante (il cosiddetto whistleblower) al riparo da eventuali ritorsioni e discriminazioni conseguenti alla segnalazione.

La diffusione trasversale dei sistemi di segnalazione di violazioni, conferma la volontà del legislatore nazionale ed europeo di coinvolgere una molteplicità di organizzazioni verso un radicale cambiamento delle attuali strutture aziendali, estendendo, a una più ampia platea di soggetti, l'obbligo di dotarsi di un ulteriore strumento a supporto della diffusione della legalità e al contrasto degli illeciti.

Già introdotto obbligatoriamente per le banche e per i soggetti autorizzati all'esercizio dei servizi o delle attività di investimento (rispettivamente dagli articoli 52-bis e 52-ter del Testo unico bancario e 8-bis e 8-ter del Testo unico della finanza), il whistleblowing è oggetto di uno specifico disegno di legge all'esame della commissione affari costituzionali del senato e verrà a breve esteso a una più ampia platea di soggetti sottoposti a molteplici normative in corso di approvazione tra cui le nuove normative sul Market abuse e sui Priips (trasparenza sui prodotti d'investimento al dettaglio assicurativi e preassemblati).

Per il decreto di recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio, saranno i dipendenti e le persone in posizione comparabile a poter effettuare segnalazioni di comportamenti in violazione delle disposizioni antiriciclaggio e di finanziamento del terrorismo.

I soggetti obbligati saranno tenuti ad adottare procedure in grado di garantire la riservatezza dei soggetti segnalanti e segnalati, la tutela del segnalante da condotte ritorsive conseguenti la segnalazione e lo sviluppo di un apposito canale di segnalazione in grado di assicurare specificità, indipendenza e anonimato.

Tra le normative che disciplinano il whistleblowing, quella antiriciclaggio risulta la prima a richiedere espressamente un canale che consenta le segnalazioni anonime.

Tale requisito avrà un impatto non indifferente nelle scelte gestionali che i responsabili interni dovranno effettuare al fine di presidiare il rischio di non conformità rispetto alla normativa di prossima approvazione.

Fonte: Italia oggi

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