Paolo Soro

Ivie e Ivafe anche per no profit e società semplici

Il maxiemendamento del governo al ddl bilancio prevede che anche enti non commerciali e società semplici debbano assolvere all'Imposta sul valore degli immobili situati all’estero e all'Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero da cui finora erano esclusi.

Il maxiemendamento del governo al ddl bilancio presentato in commissione bilancio al Senato, prevede che anche enti non commerciali e società semplici debbano assolvere all'Imposta sul valore degli immobili situati all'estero e all'Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero da cui finora erano esclusi.

Tra gli emendamenti in discussione per il ddl bilancio, vi sono alcune rilevanti novità che, se confermate, avranno un rilevante impatto sui contribuenti italiani. Tra queste, emerge senza dubbio l'estensione della platea dei soggetti passivi e Ivafe, arrivando ad includere gli enti non commerciali, le società semplici e i soggetti a queste equiparate. Il presupposto di tali imposte (introdotte dal dl n. 201/2011) può essere così sintetizzato: I) per l'Ivafe, quello di tassare la disponibilità di attività finanziarie detenute all'estero, similmente a quanto avviene per quelle italiane con l'imposta di bollo; II) per l'Ivie, è la proprietà di immobili detenuti all'estero, similmente a quanto avviene per gli immobili ubicati in territorio italiano con l'Imu. L'ampliamento dell'ambito soggettivo, ha lo scopo di colmare una attuale lacuna normativa (che prevede quali soggetti passivi solo le persone fisiche residenti in Italia), estendendo l'imposizione a tutti coloro che sono tenuti al rispetto degli obblighi di monitoraggio valutario, attraverso l'inclusione degli enti non commerciali e delle società semplici ed equiparate.

È poi prevista l'ennesima rimodulazione del fringe benefit sulle auto aziendali, che vanno ad incidere sulla determinazione del reddito per i lavoratori dipendenti. Rispetto alla prima versione proposta (che introduceva un significativo incremento generalizzato), ora la modifica ha una maggiore gradualità ed addirittura in alcune fattispecie, si potrebbe verificare una riduzione dell'ammontare imponibile. È questo il caso delle auto assegnate ai dipendenti che hanno emissioni di CO2 non superiori a 60 g/km, per le quali il reddito figurativo da fringe benefit si riduce dall'attuale percorrenza di 4.500 km/anno valorizzata a tariffa Aci (ovvero il 30% di 15.000 km al 30%) a 3.750 km (vale a dire, il 25% di 15.000 km).

Ferma restando la natura del provvedimento contenuta nel ddl originario grazie al quale si riapre (con una struttura del tutto analoga a quanto recentemente visto per le precedenti edizioni di simili provvedimenti) la rivalutazione dei beni d'impresa, attraverso il pagamento di un'imposta sostitutiva pari all'12% per i beni ammortizzabili e al 10% per quelli ammortizzabili e la facoltà di affrancare al 10% di imposta, la conseguente riserva di rivalutazione, viene ora proposto con gli emendamenti qui commentati di suddividere in tre rate quanto dovuto, qualora l'importo complessivo sia entro il limite dei 3.000.000 di euro. Le rate coincidono con il versamento a saldo delle imposte sui redditi. Invece, per cifre superiori a questa soglia, è prevista una rateazione in sei tranche: la prima rata dovrà essere pagata entro il termine di versamento del saldo delle imposte, la seconda in occasione del pagamento del secondo (o unico) acconto, mentre le successive entro il termine previsto per il saldo imposte e per la seconda rata di acconto.

 

Nuovo round di opportunità per l'imprenditore individuale che intende estromettere gli immobili detenuti in regime di impresa. Un emendamento ad hoc, dispone per gli immobili posseduti alla data del 31 ottobre 2019, di accedere all'istituto normato dall'art. 1, comma 121 della legge n. 205/2018, purché tale operazione sia posta in essere nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2020 e il 31 maggio del medesimo anno. Per quanto attiene ai versamenti rateali conseguenti all'estromissione, gli stessi andranno effettuati entro il 30/11/2020 e il 30/6/2021, mentre gli effetti dell'operazione decorrono dal 1° gennaio 2020.

Fonte: Italia Oggi

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