Paolo Soro

Partite Iva, flat tax verso la conferma fino a 65 mila euro

Ieri il summit sulla manovra. Intesa sul carcere aumentato a un massimo di 8 anni per i grandi evasori a partire da 100.00 euro. Stretta sui contanti soltanto dal luglio del 2020. Per le partite Iva dovrebbe sparire anche il regime analitico.

Dopo oltre due ore e mezza di vertice, il governo trova l'accordo sul decreto fiscale e inserisce nella manovra il carcere per gli evasori e il via alla stretta sui contanti ma solo dal luglio del 2020.

Restano da definire i nodi della flat tax e delle partite Iva, al termine di una giornata interminabile fatta di incontri bilaterali e conclusa appunto con il summit a palazzo Chigi. La stretta entrerà subito nel testo del decreto fiscale ma le nuove norme entreranno in vigore solo dopo il via libera finale al decreto. Così il parlamento "potrà approfondire tutti gli effetti e le conseguenze", ha dichiarato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

Su due questioni sollevate innanzitutto dal M5s guidato da Luigi Di Maio, il taglio delle commissioni dei pos e il carcere agli evasori, è stata trovata un’intesa di massima. Nel primo caso l’accordo di maggioranza prevede di rinviare a luglio 2020 l’abbassamento da 3 a 2 mila euro del tetto al contante e le multe per chi non accetta la moneta elettronica, "solo dopo un corposo taglio delle commissioni bancarie". Quanto ai grandi evasori, dopo che nel decreto fiscale la pena da infliggere in caso di frode nei casi più gravi è già stata alzata da 6 ad 8 anni, si punta a fissare a 100mila euro con un decreto già messo a punto dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, la soglia che farebbe scattare l’arresto e a reintrodurre la confisca per sproporzione mutuata dalle norme antimafia.

Si tratta quindi soltanto di decidere quale strumento legislativo adottare. Il premier Giuseppe Conte, il Pd, Iv e Leu ritengono giusto utilizzare uno dei 21 disegni di legge delega che accompagneranno la legge di Bilancio. I 5 stelle invece insistono per prevedere già «qualcosa nel decreto fiscale. Quota 100 non sarà toccata e sarà limitata al massimo la stretta sulle partite Iva: dovrebbe restare la flat tax al 15%, fino a 65.000 euro e sparire il regime analitico e l’obbligo di fatturazione elettronica.

Non è ancora chiaro, invece, cosa sarà del tetto agli investimenti che i 5 Stelle non vorrebbero.  Dovrebbe anche essere introdotto il divieto di cumulo. Si tratta però di misure, quelle per le partite Iva, che dovranno essere definite nei prossimi giorni, perché, come ha detto Conte, "la manovra non è ancora chiusa".

Per quanto riguardo l'incentivo all'utilizzo della moneta elettronica in funzione antievasione a gennaio 2021 arriverà il super-bonus, un incentivo che premierà le spese con carte e bancomat a partire dal luglio del 2020. In questo modo si favorirebbe l'introduzione del meccanismo di cash-back per chi fa acquisti tracciabili in settori ad alto pericolo di evasione.

Nell'elenco, ancora in via di definizione, entrerebbero quindi parrucchieri ed estetisti, ma anche officine ed elettrauto, oltre a elettricisti e idraulici e ai ristoranti. L'obiettivo sarebbe quello di stilare una lista più ampia possibile, che includa anche medici e dentisti. Le risorse a disposizione restano 3 miliardi, che si tradurrebbero in un bonus tra i 300 e i 500 euro che dipenderà anche dalla platea: l'ipotesi è che l'uso raddoppi, da attuali 6-7 milioni di utenti a 15 milioni.

La manovra del governo giallo-rosso-fucsia, insomma, sembra procedere dopo gli scontri che hanno fatto pensare a una riedizione, riveduta, corretta e peggiorata, dell'esecutivo gialloverde guidato fino all'agosto scorso da G Conte.

Fonte: Italia Oggi

 

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