Paolo Soro

Fisco, una giungla di 513 agevolazioni

Nel 2017 erano 468, nel 2018 erano 466 e quest’anno il balzo in avanti a 513. Con un risparmio per i contribuenti di circa 61 mld di euro. Sono 10, poi, i regimi forfetari e 24 i regimi sostitutivi. E incidono rispettivamente per l’1,9% e per il 4,7% del totale di spese fiscali.

La giungla di agevolazioni fiscali da deforestare nel 2019 ammonta a 513 misure. Lo certifica la commissione sulle tax exependitures, nella relazione 2019, allegata alla Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza (Nadef). Dal 2017, primo anno in cui è stata allegata una relazione sulle spese fiscali, le misure risultano essere in crescita, in controtendenza quindi, rispetto all'imperativo di ogni governo di sforbiciare e riordinare. Nel 2017 erano 468, nel 2018 466 e quest'anno il balzo in avanti a 513.

Per quanto attiene il futuro delle spese fiscali e il loro mantenimento in operatività, nella relazione si conferma che «l'attuale governo sostiene la necessità di una riduzione delle spese fiscali. Con un particolare riguardo ai sussidi dannosi per l'ambiente. Insieme a nuove imposte ambientali, la revisione dei sussidi consentirà nel complesso di aumentare il gettito di circa lo 0,1% del pil», Una somma di circa 1,7 mld di euro.

Andando all'analisi del censimento 2019, si scopre che le 513 voci hanno comportato una perdita di gettito per lo stato (e volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, un risparmio per chi ne beneficia, tra i contribuenti) di circa 61 mld di euro. Le più utilizzate sono le detrazioni, ne usufruiscono oltre 51 mln di contribuenti, con un risparmio fiscale di oltre 16 mld. Seguono le deduzioni con 9,2 mld e le riduzioni di aliquota con oltre 5 mld.

Sono 10, poi, i regimi forfetari e 24 i regimi sostitutivi. Essi incidono rispettivamente per l'1,9% e per il 4,7% del totale di spese fiscali. Per quanto riguarda i regimi forfetari hanno pesato sulle casse dello stato, nel 2019, per 57 mln di euro cifra destinata a crescere nel 2021 quando il rapporto prevede ci sia una spesa per lo stato di 107 mln di euro.

Passando poi ai tributi su cui si applicano i maggiori sconti fiscali, l'Irpef è al primo posto con uno sconto pari a 39 mld di euro, seguita da imposte di bollo, registro e ipocatastali con 5,6 mld e dagli interventi di sgravio previsti per Irpef/Ires a 4,8mld di euro.

La valutazione, operata dalla commissione che monitora le cosiddette spese mediante imposta è, «da un lato», si legge nel documento, «sull'esame di carattere sistematico del tributo, a partire dalle norme istitutive e della loro giustificazione da parte del legislatore (relazioni di accompagnamento e altri documenti ufficiali), dall'altro lato, sulla considerazione della portata dimensionale della disposizione, sia sotto il profilo delle implicazioni finanziarie in termini di gettito, sia del numero dei soggetti destinatari del provvedimento».

La cifra di 513 è comunque una cifra al ribasso. Nel campo dell'Irpef, non sono state qualificate come spese fiscali le detrazioni per spese di produzione del reddito (reddito da lavoro dipendente, pensioni e redditi assimilati), le detrazioni per familiari a carico e le imposte sostitutive sui redditi da capitale. Nel campo dell'Iva, poi non sono state qualificate come spese fiscali le aliquote ridotte e le disposizioni obbligatorie derivanti dall'armonizzazione dell'imposta a livello comunitario.

Fonte: Italia Oggi

Fonte Immagine: Foto di Birgit Böllinger da Pixabay 

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